Colpevoli.
La Corte d'Appello di Bologna ha confermato la sentenza di primo grado (il processo, celebrato a Ferrara, si concluse il 6 luglio 2009) che aveva condannato quattro agenti di polizia - Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri - a 3 anni e sei mesi di reclusione per la morte di Federico Aldrovandi. La decisione dei giudici è arrivata dopo circa 4 ore di camera di consiglio.
Aldrovandi, diciotto anni, morì all'alba del 25 settembre 2005 dopo essere stato fermato da una pattuglia della polizia. Il ragazzo stava tornando a casa dopo aver passato la notte con alcuni amici a Bologna.
Le circostanze della sua morte non sono mai state chiarite del tutto: secondo gli agenti, il ragazzo li avrebbe aggrediti, mostrando evidenti segni di squilibrio, e sarebbe morto all'improvviso mentre loro cercavano di fermarlo. La tesi dell'accusa - accolta dal tribunale di primo grado e oggi da quella d'Appello - è invece che il cuore di Federico abbia ceduto a causa di un colpo inferto da uno degli agenti.
Lunedì scorso il Procuratore Generale, Miranda Brambace, aveva chiesto la conferma della sentenza di condanna, raccomandandosi inoltre che agli agenti non venissero concesse le attenuanti generiche. Questo, sia per il comportamento processuale tenuto dagli imputati, sia perché fin dall'inizio della vicenda avevano tentato di depistare le indagini e attenuare le proprie responsabilità.
Viceversa, gli avvocati della difesa avevano chiesto il ribaltamento della sentenza, e dunque un'assoluzione, sostenendo che dalle perizie non è emerso con assoluta certezza cosa abbia provocato il cedimento del cuore del ragazzo (se sia stato un colpo, o se a provocare il decesso sia stato un cedimento fisico causato da sostanze stupefacenti). Oltretutto, hanno argomentato, anche nell'ipotesi che sia stato il comportamento della polizia a provocare la morte di Aldrovandi, il processo non ha determinato quale dei quattro agenti di polizia abbia effettivamente causato col proprio comportamento lo schiacciamento cardiaco.
Una tesi, quella dell'insufficienza di prove a carico degli agenti, che non ha convinto la Corte.
10 giugno 2011
tratto da:
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/06/10/news/caso_aldrovandi_sentenza_confermata_tre_anni_e_mezzo_agli_agenti-17503462/?ref=HREC1-4
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