COMUNICAZIONE ALTRA

Voici que reviennent les sauvages, secouer ceux qui dorment Dans leurs cages dorées, nous sommes venus briser vos idoles Nous sommes ceux qu'on ne dompte pas, ceux qui viennent crier sur les toits La digne liberté perdue, Que la nature reprenne ses droits !...

mercoledì 28 aprile 2010

Otto per mille: pronti agli spot martellanti della Chiesa cattolica? L’Uaar sì


In anticipo di tre settimane sulla Cei, la UAAR ha cominciato la sua opera di informazione sull’Otto per mille: «visto che non la fa lo Stato, ci pensiamo noi» spiega Raffaele Carcano, segretario generale della UAAR. E così contro la corrazzata vaticana di sette filmati da trenta secondi l’uno che vedremo a ripetizione in tivù da domenica 25 aprile fino a luglio, arrivano i banchetti di atei e agnostici nelle città italiane, per spiegare ai cittadini come funziona l’Otto per mille, che ogni anno distribuisce un miliardo di euro tra alcune confessioni religiose.Solo quattro italiani su dieci firmano per l’Otto per mille e solo tre firmano per la Chiesa cattolica. Ma, per i meccanismi della legge, tutti gli italiani versano il loro contributo e, alla fine, l’87% del gettito raccolto finisce nelle casse della Chiesa, che a sua volta impiega solo l’8% di quel che raccoglie per missioni nei paesi poveri. «Lo Stato non lo spiega, non chiede fondi per sé e soprattutto utilizza gran parte di quel che riceve per la ristrutturazione di edifici di culto cattolico», insiste Carcano.
Per questo la UAAR ha anche scritto al ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti, per chiedere di rivedere la politica del governo sull’Otto per mille di competenza statale, evitando che quei fondi siano accantonati per esigenze di bilancio o siano destinati (direttamente o indirettamente) a realtà riconducibili alle confessioni religiose, per destinarli invece alle vittime di calamità naturali che tanto frequentemente colpiscono il nostro paese.

tratto da: http://www.uaar.it/

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