Sono tornate le carriole a L'Aquila, in piazza Nove Martiri, nel cuore della «zona rossa», una delle aree del centro storico devastate dal sisma del 6 aprile 2009.
SEQUESTRATE - Le carriole, una decina, sono state sequestrate dalle forze dell'ordine - sulla base del divieto di manifestazioni durante le elezioni - e gli interessati identificati. L'invito rivolto a tutti è stato quello di fermarsi nella centrale piazza Duomo. Giunti nella piazza, però, alcune carriole sono state recuperate nel tendone usato come deposito dopo le manifestazioni delle domeniche precedenti ed il «popolo delle carriole» si è mosso verso corso Vittorio Emanuele; varcando la zona rossa, transennata, ha poi raggiunto Piazza Nove Martiri, dando avvio come le altre domeniche alla rimozione delle macerie, monitorata dalle forze di polizia. Sul posto hanno finito per riversarsi, per assistere a quanto avveniva, molti aquilani usciti in quel momento dalla celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta delle Anime Sante, in piazza Duomo, riaperta in parte lo scorso 19 Marzo, e coloro che approfittando della
bella giornata avevano raggiunto il centro per una passeggiata.
LUNEDI' POMERIGGIO - Ma gli aquilani che si sono riuniti per rivendicare il «diritto di poter manifestare liberamente per la ricostruzione», anche durante le elezioni non si danno per vinti: «Non vediamo l'ora che arrivi lunedì pomeriggio e finalmente ritroveremo il diritto di poter manifestare in pace». «La carriola - hanno detto i più - è tutto fuorché un simbolo politico. Rinunciare a manifestare sarebbe stato come accreditare l'ipotesi circolata sin dall'inizio che la chiusura della campagna elettorale sarebbe coincisa con la fine delle nostre rivendicazioni. Ma invece non è così».
28 marzo 2010 ANSA
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