COMUNICAZIONE ALTRA

Voici que reviennent les sauvages, secouer ceux qui dorment Dans leurs cages dorées, nous sommes venus briser vos idoles Nous sommes ceux qu'on ne dompte pas, ceux qui viennent crier sur les toits La digne liberté perdue, Que la nature reprenne ses droits !...

lunedì 23 maggio 2011

“Si vede quel che si sa”

Caro Federico, dopo un anno e 10 mesi dalla condanna in I° grado a quegli individui che ti cagionarono la morte, il 24 maggio ci sarà un’udienza importante al processo d’appello dove il tribunale ha concesso un confronto tra l’anatomopatologo Professor Thiene e il cardiologo Rapezzi, già sentiti al processo madre il 16 marzo 2009. Due tesi a confronto, una per morte violenta (Thiene) ed una per morte improvvisa (Rapezzi). “Si vede quel che si sa”, disse il Dott. Thiene, in quell’udienza, riconosciuto recentissimamente miglior anatomopatologo al mondo, e nessuno ebbe minimamente a ribattere, e questo mi sembro’ abbastanza emblematico e dovrebbe valere per tutti quelli che non sanno. Riconoscere i propri limiti, vorrebbe significare crescere e il Dott. Thiene dimostrò in quell’udienza una conoscenza straordinaria della sua specializzazione, tale da far zittire le parte avversa, quasi facendola rimanere a bocca aperta per la lettura chiara ed inequivocabile che lui dava del cuore di Federico. Quel cuore riuscì a parlare ancora dopo tanto tempo, perchè altri dottori non ne avevano le conoscenze per farlo. Nell’attesa del processo d’appello e dei suoi esiti, voglio condividere questa ennesima immagine di Federico da ragazzino, con le persone che ci hanno dimostrato e ci dimostrano quanto gli esseri umani dentro quel petto hanno anche un cuore, un cuore grande.

Ogni carezza data ad un figlio, ogni gesto d’amore, sono sicuro giungeranno anche a Federico. Sono commosso per le così tante attestazioni di affetto dimostrate, dopo la programmazione di sabato scorso, su Rai 3, del prezioso documentario: “E’ stato morto un ragazzo” di Filippo Vendemmiati.

Un abbraccio ovviamente anche ai tanti querelati di questa storia: Querelati, per avere espresso solamente una critica, in pratica essersi avvicinati alla verità, per aver dato anche loro fin quasi dall’inizio (dal 2 gennaio 2006, quando Patrizia decise di aprire questo Blog) un filo di voce a Federico. Prima o poi tutto finirà e allora, la pace e la serenità torneranno, con la consapevolezza di aver costruito, tutti insieme, un qualcosa di grande e che nessuno potrà cancellare e che rimarrà per sempre impressa indelebilmente nei cuori nostri e dei nostri figli e di coloro ai quali verrà raccontata, perchè non accada mai più a nessuno. Amore e rispetto per la vita, è questo quel qualcosa, che non si acquista, che non si compra, che non si baratta, o è dentro di te o non ce l’hai.

Per Federico e ogni figlio ucciso.

Lino Aldrovandi, papà di Federico.

tratto da: http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

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