Corre online la protesta contro il nuovo raduno di CasaPound, che già rischia lo sfratto dalla nuova sede di via Guerrazzi. Sotto accusa l'incontro di sabato prossimo al Baraccano, organizzato dal gruppo neofascista a cui prenderà parte, a partire dalle 15 fino alle 18, l'editorialista e docente di chimica all'università di Modena e Reggio Emilia Francesco Battaglia e l'ex consigliere comunale del Pdl Michele Facci. Si tratta del primo appuntamento del movimento di estrema destra dopo le manifestazioni dei centri sociali e dei collettivi antifascisti di due settimane fa, contrari all'inaugurazione (poi annullata) della loro nuova sede. Sul sito di Indymedia Emilia Romagna, da alcuni giorni si discute infatti dell'incontro di sabato prossimo, e molti post invitano tutti a scendere di nuovo in piazza, dando appuntamento davanti al Baraccano.
"CasaPound per la sua storia e il suo passato non dovrebbe avere spazi istituzionali a disposizione. Nei prossimi giorni ci incontreremo per valutare come reagire" spiega Domenico Mucignat del Tpo. "La sala del Baraccano non va concessa, speriamo che l'amministrazione del quartiere e quella cittadina siano sensibili a raccogliere ciò che i cittadini hanno manifestato nei giorni scorsi" aggiunge Andrea di Bartleby. Anche CasaPound non nasconde la preoccupazione che lo spazio possa all'ultimo essergli negato.
E già accaduto in passato, quando l'allora presidente del Santo Stefano Andrea Forlani annullò al movimento neofascista l'utilizzo delle sale del quartiere per i loro incontri pubblici. "Non vedo perché questo possa accadere" osserva questa volta il responsabile provinciale Carlo Marconcini, visto che "dal quartiere abbiamo avuto tutti i permessi necessari". Ma il dibattito di sabato non è l'unica grana per CasaPound. I neofascisti rischiano infatti di essere sfrattatati dalla loro nuova sede, dopo neanche due mesi. Lungo via Guerrazzi, tra commercianti e cittadini, corre voce che il proprietario dell'appartamento abbia già chiesto indietro le chiavi. Avrebbero certamente influito le contestazioni dei collettivi, ma è anche probabile che l'affittuario non fosse del tutto a conoscenza dell'attività del movimento. Interpellato, il proprietario non conferma né smentisce le voci di uno sfratto. Dal conto suo, CasaPound ammette l'esistenza di problemi con il proprietario. "Ci sono delle controversie in corso" si limita a dire Marconcini.
tratto da:
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/02/21/new/casapound_rischia_gi_lo_sfratto_problemi_a_restare_in_via_guerrazzi-12708739/
Nessun commento:
Posta un commento