Lo Stato ha deciso di chiudere le pendenze civili con la famiglia Aldrovandi. Negli ultimi giorni, infatti, è stato raggiunto l'accordo per la transazione economica a favore delle parti civili costituite nei processi nati dalle inchieste aperte sulla morte del 18enne ferrarese. Ai familiari sarà versato un risarcimento di quasi 2 milioni.
«A fronte di riscontri evidenti - commenta Fabio Anselmo, uno degli avvocati di parte civile - lo Stato ha deciso di risarcire i danni alla famiglia Aldrovandi, anche se questo fatto non potrà restituire Federico a chi l'amava». Una svolta che potrebbe comportare l'uscita da tutti i dibattimenti dei familiari dello studente morto il 25 settembre 2005. La novità è emersa ieri dal contesto del processo che vede imputato per favoreggiamento, falsa testimonianza e omissione Luca Casoni, agente di polizia accorso in via Ippodromo la mattina del decesso dello studente. Casoni è l'unico dei quattro imputati del processo bis (sull'inquinamento delle indagini) ad aver scelto il dibattimento. Paolo Marino, Marcello Bulgarelli e Marco Pirani sono stati rispettivamente condannati a 12, 10 e 8 mesi in rito abbreviato. L'avvocato di Luca Casoni, Alberto Bova, ieri ha chiesto al collegio giudicante (Mattellini, Attinà e Rizziero) di considerare inutilizzabili le dichiarazioni rilasciate nell'udienza del processo di primo grado sulla morte del giovane.
Durante l'escussione Casoni spiegò che nel corso di una conversazione telefonica col collega Bulgarelli 'poteva' avergli chiesto di staccare la comunicazione per non essere registrato. L'avvocato Bova ha chiesto ai giudici di considerare inutilizzabile la deposizione citando l'art. 63 del codice di procedura penale che impone, se dalle dichiarazioni di una persona emergono elementi di responsabilità a suo carico, di sospenderne l'esame e di non considerare la testimonianza rilasciata fino a quel momento. Il pm Nicola Proto si è opposto. I giudici hanno deciso per ora di non accogliere l'eccezione. Bova spera di far cadere l'accusa di falsa testimonianza, che il pm Proto ha deciso di confermare. Il legale contesta anche che Casoni abbia mai detto la parola 'stacca' rifacendosi alla perizia Carraro dalla quale quella parola non risulta. Accusa e difesa si stanno scontrando anche sull'ammissione di un cd con la registrazione vocale del 'silenzio' incriminato. Per l'accusa in quella registrazione di 78'' (compresa una sequenza muta) ci sono le prove della responsabilità di Casoni ma la difesa ribatte che il dialogo vero durava solo i 20'' oggetto della perizia.
All'udienza ha assistito anche Lino Aldrovandi, il padre di Federico: «Continueremo a cercare la verità contro chi ha cercato di buttarci addosso fango». Udienza il 29 ottobre, sentenza il 10 dicembre.
tratto da : http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2010/10/09/news/aldro-lo-stato-risarcisce-la-famiglia-2494159
ALMENO...
Nessun commento:
Posta un commento