COMUNICAZIONE ALTRA

Voici que reviennent les sauvages, secouer ceux qui dorment Dans leurs cages dorées, nous sommes venus briser vos idoles Nous sommes ceux qu'on ne dompte pas, ceux qui viennent crier sur les toits La digne liberté perdue, Que la nature reprenne ses droits !...

giovedì 22 ottobre 2009

KAOS ALL'OSPEDALE MAGGIORE DI BOLOGNA, PRONTO SOCCORSO IN TILT, ORE DI ATTESA

E' da quando sono piccola che vado al Maggiore per il servizio di pronto soccorso...dopo vari scandali in giro per gli altri ospedali bolognesi, si dice, sia il più efficente, ma negli ultimi anni effettivamente sono dovuta scappare svariate volte a causa dei tempi di attesa lunghissimi e dato che fortunatamente le persone che accompagnavo o io stessa non avevamo avuto problemi che mettessero a repentaglio la vita o comunque gravi, le attese diventavano veramente lunghe e imbarazzanti. Gente che aspettava con me se n'è andata urlando e in un caso anche mettendo le mani adddosso ad un infermiere per le risposte sgradevoli e maleducate inferte ad una persona malata.

Detto ciò, questa mattina trovo un video- documentario sul mal servizio di questo pronto soccorso e nn posso far altro che constatare che Bologna per la sanità è sempre stata un'isola felice rispetto alle altre città italiane...alla faccia! Il peggioramento a livello nazionale inizia a farsi sentire anche localmente e il vero degrado prende forma, quello che colpisce la gente che fa salti mortali per sbarcare il lunario.....ehhh...la vecchia e dotta bologna dove funzionava tutto... sarà difficile da riproporre se non ci si adegua al cambiamento.
La nuova amministrazione deve porsi il problema di una città in crescita e popolata diversamente da 15 anni fa, deve porsi il problema dei cittadini TUTTI e non solo della TAV e della sua imminente apertura,
e senza dilungarmi troppo sui problemi sociali e culturali che Bologna vive,
penso sia attualmente in atto
una violenta imperante valanga di menefreghismo, sintomo di scarsa comunicazione, informazione, cultura e saperi, manca la memoria del passato, ora più che mai, non per riprodurre ciò che è già stato, ma per evolvere e non riproporre gli stessi errori.

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